Incanto dei libri

Dicono di me: “L’incanto dei libri”

Buonasera a tutti! Ricordate la recensione di “Chelsea & James” pubblicata sul blog letterario “Incanto dei libri”? Con un po’ di ritardo, vi riporto l’intervista che ho rilasciato volentieri a Rosa.


L'incanto dei libri

Oggi, nel mio salottino virtuale ospito Giuseppe Cozzo, autore di “Chelsea & James”. È il suo romanzo d’esordio, ma già dalle primissime pagine si percepisce il grande talento di quest’autore. La sua scrittura ci tiene calamitati ad una storia ricca di suspance, avventura e azione.

1. Ciao Giuseppe, grazie per aver partecipato alla mia breve intervista e benvenuto su “Incanto dei Libri”. Voglio dare l’ opportunità ai miei lettori di conoscerti meglio, descriviti in tre aggettivi.
Grazie a te, Rosa. Come scrittore, sono determinato, perché porto a termine quello che comincio. Attento, perché mi informo su ciò di cui parlo. Innovativo, perché il mio stile è molto particolare, diverso da quello degli altri scrittori. Non so se anche tu hai avuto questa impressione, ma spesso mi dicono che le prime pagine di “Chelsea & James” sono decisive per abituarsi al mio modo di scrivere.

2. “Chelsea & James” è il tuo primo romanzo, come ti senti nelle vesti di “scrittore”? Che effetto ti fa sentir parlare del tuo libro?
Togli pure le virgolette, mi sento uno scrittore a pieno titolo. La sensazione che provo leggendo ed ascoltando i commenti sul mio libro è la ragione per la quale ho cominciato a scrivere. Raggiungere le persone, toccare le loro corde, lasciare un dettaglio in ognuna di loro, per quanto piccolo o di breve durata. Ho venduto un numero di copie tale da ritenere che ogni giorno, dal momento della pubblicazione, ci sia stato qualcuno che abbia letto almeno alcune righe del mio romanzo. E questo è un punto di partenza che non davo per scontato e di cui sono orgoglioso.

3. Sei uno studente di giurisprudenza, quanto il tuo percorso di studi ha influenzato la stesura del romanzo?
Un libro è buono solo se è scritto con sincerità, e se riflette la personalità dell’autore. Ma nel mio romanzo è presente solo qualche piccolo riferimento ai miei studi, perché l’università, pur meritando tutto il mio impegno, non è tra gli elementi più importanti della tua vita.

4. Nel libro citi alcuni posti degli Stati Uniti. Cosa ti ha spinto ad ambientare la tua storia in America?
Il mio interesse verso la cultura anglosassone, e soprattutto la coerenza con la storia, che include alcuni dettagli che non potevano essere trasportati altrove. Negli USA si guidano solo automobili con il cambio automatico, facili da gestire anche per chi non ne ha mai vista una; c’è un territorio vasto e variegato, adatto ad una fuga; si possono acquistare armi senza la necessità di un permesso. E poi, pur non essendoci mai stato, conosco la geografia statunitense molto meglio di quella italiana.

5. Entro la fine dell’anno è in uscita il tuo secondo romanzo, ti va di darci una breve anticipazione?
Me lo chiedono in molti. Ne sono felice, perché vuol dire che sono uno scrittore interessante e credibile. È il più bel complimento per “Chelsea & James”, oltre che un augurio ed una speranza per il futuro. Non voglio anticipare troppo, ma posso dire che sarà il primo libro di una saga, più lungo di “Chelsea & James”, e ricco di dettagli. Seguendo le miei istruzioni, l’immaginazione dei lettori dovrà ricostruire l’architettura di personaggi e luoghi che farà da sfondo alla trama.


Spero che abbiate avuto la possibilità di conoscermi meglio. Ringrazio Rosa per avermi concesso anche questo spazio sul suo blog, che vi invito a visitare.