Letteratura

Premio Letterario Roccagloriosa

locandina-2015A conclusione della “Settimana Letteraria”, sabato 11 luglio sono stati assegnati i premi in palio per la terza edizione del Premio Letterario Roccagloriosa. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione culturale “Effetto Donna”, presieduta dalla dottoressa Teresa Del Gaudio, che ha introdotto la serata con un intervento carico del legittimo orgoglio provato da chi, avendo unito la determinazione delle opere a degne e coraggiose idee, è attore impegnato e spettatore soddisfatto della traduzione in realtà dei propri desideri. La consegna dei premi si è svolta durante una singola serata, ma la sua realizzazione è stata resa possibile solo grazie a un impegno quotidiano.

“Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi; chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese”. Intenta, con le altre associate, a dar lustro ad una zona che sente come propria, la dottoressa Del Gaudio ha citato le parole pronunciate da John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, nel suo discorso di insediamento.
La risposta dei partecipanti è stata adeguata all’impegno profuso dagli organizzatori. Accompagnati da un incessante stridio delle cicale, i presenti hanno trovato posto all’ombra di un ulivo, nella Piazza San Nicola di Rocchetta, per assistere alla serata conclusiva.

Io non ero in gara, non avendo partecipato al concorso letterario, ma sono stato invitato a premiare il vincitore della sezione “Racconto ragazzi”, ed ho accettato con grande piacere. Sono lieto di essere venuto a conoscenza dell’iniziativa, e onorato di averne preso parte.

Le due categorie — Poesia e Racconto — erano suddivise in sei sezioni complessive, in base al tema dell’opera e l’età dei partecipanti ammessi.
I premi assegnati, tra cui il mio "Chelsea & James"Il primo premio per la sezione “Poesia a tema libero” è andato a Enzo Bacca, con “La bandana di Samir”, mentre Alberto Barina, con “Apnea di una donna pescatrice”, si è attestato al primo posto nella sezione “Poesia a tema la donna”.
Con “Direzione nord”, Maria Francesca Mainieri è arrivata prima nella sezione “Racconto a tema libero”, e “Metamorfosi nascoste” è valso la vittoria a Marina Minet (Teresa Anna Biccai) nella sezione “Racconto a tema la donna”.
A Carmen Della Porta, con “Se tu vorrai”, è andato il primo premio della sezione “Poesia ragazzi”, e Francesca Del Gaudio si è aggiudicata la vittoria nella sezione “Racconto ragazzi” con “C’è sempre l’arcobaleno”.

Le poesie e gli estratti dei racconti degli autori premiati sono stati letti dall’attrice Biancarosa Di Ruocco, che ha permesso di coglierne le più intense sfumature. Nel corso della cerimonia, il coro giovanile lucano “Ensamble Vallese”, diretto dalla Maestra Santina De Vita, ha deliziato i presenti con l’esecuzione di alcuni brani legati al mondo femminile: da “Michelle” dei Beatles a “Iris” di Antonacci, da “Adiemus” di Karl Jenkins a “She’s my baby” di Zucchero.

I complimenti meritati dai vincitori sono da estendere a tutti gli autori, anche internazionali, che sono stati premiati per essere arrivati sul podio o tra i finalisti, o che hanno semplicemente partecipato, sottoponendo le proprie opere all’attenta valutazione della giuria popolare, composta dalle associate organizzatrici, e della giuria di esperti.

Non resta che condividere le parole del sindaco di Roccagloriosa, Nicola Marotta, che si è detto convinto che questa iniziativa, ormai giunta alla terza edizione, verrà brillantemente replicata per molti anni a venire.

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MARIANELLA: DOVE TI PORTA IL CALCIO

Lo scorso martedì 31 marzo è stato pubblicato il secondo libro firmato da Massimo Marianella, giornalista sportivo in forza a SKY, al quale sono attualmente affidate le telecronache della Bundesliga e della prestigiosissima Champions League, di cui ha commentato le ultime nove finali. Il nostro, però, è un attento conoscitore di tanti altri sport: segue con interesse il basket, lo si ricorda in cabina di commento per il tennis, è stato presente in studio in occasione dell’ultimo Super Bowl NFL.

81NIitoelpLIl suo libro, edito da Mondadori e scritto con la collaborazione di Letizia Conte, è intitolato “Dove ti porta il calcio: tour d’Europa attraverso gli stadi”, ed è già in vetta alle classifiche di genere. Nella nota rilasciata sul sito di SKY Sport, si legge che il libro è una guida per andare in 11 capitali d’Europa e più di 50 stadi. Sono incluse le storie dei club e le indicazioni su hotel, spostamenti, ristoranti, oltre a tutto ciò che quella città può offrire al di là del football: musei, moda, arte in tutte le forme, incluso lo shopping. Sono storie di vita, di calcio e di giornalismo vissute in prima persona dall’autore nelle varie città. A questo link avete la possibilità di scaricare il capitolo su Dortmund e il Signal Iduna Park, lo stadio del Borussia di Klopp.

FullSizeRenderQuando ha saputo della pubblicazione del libro, mio fratello ha ritrovato un ormai vecchio articolo scritto da Marianella su uno dei primi numeri assoluti del mensile Calcio 2000, che risale alla fine degli anni novanta. Il titolo, “Che tuffo al cuore, quando vedo Wembley!”, dice tutto. Voglio condividerlo con voi: vi basta cliccare sull’immagine per ingrandirla e leggerlo. Come noterete, il testo esprime tutta la passione per le architetture sportive nutrita da un autore allora trentenne, che si avvicinava all’argomento con la passione di un bambino e la competenza di un veterano.

La sua carriera professionale è cominciata da giovanissimo: la sua prima telecronaca, una semifinale di andata di Coppa UEFA, porta esattamente la data in cui ha festeggiato il suo 22° compleanno, e rappresenta il compimento di un percorso cominciato già da tempo. Voce narrante di tanti eventi sportivi e firma prestigiosa, con le sue parole ha scandito molti dei nostri ricordi, e noi gli siamo grati per le emozioni che continua a regalarci.

Altro tiro, altro giro, altro regalo

Dopo “Da zero a otto” (la biografia di Danilo Gallinari) e “Basket, uomini e altri pianeti” (in collaborazione con il coach Ettore Messina), Flavio Tranquillo completa il gioco da tre punti con il suo terzo libro dedicato al basket, “Altro tiro, altro giro, altro regalo”, che prende il nome da una sua espressione idiomatica della quale rivela la casuale origine all’interno del testo.

Flavio-TranquilloL’autore, con il quale ho in comune le origini calabresi, è la voce italiana del basket NBA, la lega nordamericana che rappresenta il primo marchio sportivo del mondo. Racconta di essere pagato per fare qualcosa che farebbe gratuitamente. E si vede. Il suo amore per il basket traspare da ogni parola ed ogni cambio di intonazione. È raro incontrare persone così appassionate a qualcosa. Si riesce meglio in ciò che si ama, e la società sarebbe migliore, se ognuno facesse quello che più desidera. Oltre ad una competenza smisurata, dai suoi interventi scritti e verbali traspare una professionalità che sembra essere raggiungibile solo dalla sua umanità. Il nostro, infatti, è anche impegnato nella lotta contro la mafia. Con il giudice siciliano Mario Conte, è autore del libro “I dieci passi: piccolo breviario sulla legalità”.

Non rientro tra le poche persone in grado di sedersi al suo stesso tavolo per parlare di basket, sport che che l’autore intende come “atletica giocata”, riprendendo una definizione spesso citata dal suo maestro Aldo Giordani ed attribuita ad un velocista olimpico. Ci sono cose che puoi conoscere solo attraverso molti anni d’esperienza o una dedizione professionale che non posso permettermi di riservargli. La complessità di questo sport è superiore, e non di poco, a quella dei tanti altri che seguo. Sembra incredibile, ma analizzare statistiche avanzate quali PER, EPV, TS% o Real Plus-Minus è solo una parte del tutto. Ed è proprio da questo che traspare la straordinarietà del basket.

Malgrado la relativa esperienza, riesco a cogliere qualcosa di piacevole, e che mi spinge ad approfondire progressivamente, per quanto possibile, portando avanti questa passione. Il mio primo ricordo sul basket è legato a Space Jam, che avrò visto due dozzine di volte, ma mi sono davvero appassionato solo quattro anni fa, del tutto casualmente, guardando una decisiva Gara 5 delle finali della Eastern Conference. Non ho bisogno di dirvi chi ci fosse in cabina di commento, né quale peso “The Voice” abbia avuto a proposito del fatto che, di lì a pochi giorni, sarei tornato davanti allo stesso schermo, questa volta consapevolmente. Il nostro sostiene che non si guarda una partita per ascoltarne il racconto, ma per osservarne gli interpreti. Condivido, in linea di massima. Tuttavia, se la voce fosse stata un’altra, non sono sicuro che le prestazioni di Heat e Bulls sarebbero state sufficienti a farmi tornare. Ho intravisto la fondatissima possibilità che, grazie alla competenza del narratore, le mie conoscenze su quello sport sarebbero cresciute in modo esponenziale. E la mia intuizione si è concretizzata.

IMG_0409L’impressione che Flavio Tranquillo esprime nel libro e sul libro è del tutto fondata. Somiglia ad una sua telecronaca, ed è proprio per questo che non possiamo non amarlo. È “rapsodico, pieno di contaminazioni, parentesi, fughe in avanti e flashback. Con più di una traccia di moralismo”, un’accusa che, per sua stessa ammissione, gli viene mossa di frequente, e che lui interpreta opportunamente come un complimento. Le sue tesi, altamente elaborate e ampiamente argomentate, sono rigide, e faranno storcere il naso a più di qualcuno. Si può non essere d’accordo, ma non ritenerle prive di fondamento.

“Altro tiro, altro giro, altro regalo” è un libro che merita una valutazione massima. Lo consiglio ai due o tre che seguono il basket senza conoscere l’autore; a chi fa parte di una delle (almeno) due generazioni che seguono con interesse Flavio Tranquillo; a chi, fino ad ora, non si è mai chiesto cosa ci sia dietro ad una retìna che si muove, e magari vuole provare a scoprirlo. E lo consiglio anche a chi non ha una buona considerazione dell’autore: non sprecate anche questa occasione di manifestare onestà intellettuale.