Il Barcellona vince la Champions

Ogni stagione calcistica si conclude con la partita, disputata in campo neutro tra fine maggio e inizio giugno, tra le squadre che si contendono la vittoria della Champions League, il trofeo indiscutibilmente più prestigioso, non solo a livello di club. La serata di ieri ha visto trionfare il Barcellona, che ha conquistato la competizione per la quinta volta nella sua storia, per la quarta negli ultimi dieci anni, e per la terza negli ultimi sette.

La partita è stata disputata all’Olympiastadion di Berlino, sul campo che ha visto l’Italia conquistare il suo quarto mondiale, il 9 luglio del 2006. A quasi nove anni di distanza, tre campioni del mondo — Buffon, Pirlo e Barzagli — speravano di replicare il successo, ma l’esito è stato differente. La Juventus, il cui obiettivo iniziale era quello di raggiungere i quarti di finale, non partiva favorita contro una squadra che aveva costantemente ribadito la sua forza in una competizione in cui ha vinto 11 partite su 13, eliminando i campioni di Inghilterra, Francia, Germania e Italia della stagione precedente.

I bianconeri non hanno mai avuto la concreta possibilità di vincere. Oltre al gol del momentaneo pareggio di Morata, che ha causato una breve ma astratta inversione di tendenza nell’andamento della partita, gli highlights includono solo un tiro di Marchisio leggermente alto, ma a gioco fermo in seguito al fischio dell’arbitro, ed un’altra conclusione rasoterra e a fil di palo del centrocampista torinese, brillantemente deviata in calcio d’angolo da Ter Stegen. Pogba e Vidal inspiegabilmente nervosi, Tevez e Pirlo sottotono. Il resto è insufficiente a contrastare un tridente da 122 gol in stagione. A Messi (58), Neymar (39) e Suarez (25) è bastato sfruttare solo alcune delle occasioni disponibili, con il primo in veste di rifinitore e gli altri due a segno.

Barcellona

Le lacrime di Pirlo, a fine partita, sono quelle di un calciatore che sta per lasciare la propria squadra. Ci si aspetta che, al termine di una carriera ricca di successi, si trasferisca a New York per giocare con la squadra locale, perdendo l’occasione di disputare altre partite di questo livello. Ma l’insuccesso, per lui che ha già vinto due volte la Champions League con il Milan, non è paragonabile a quello di Buffon, uno dei più forti giocatori a non essere mai riusciti ad alzare la coppa.

La partita di ieri ha segnato anche la partenza di Xavi, centrocampista del Barcellona, club in cui ha giocato per 17 anni e di cui detiene il record di presenze. Con 25 titoli, Xavi è il giocatore più vincente della storia, anche senza contare il Mondiale e i due Europei conquistati con la Spagna. Il suo posto è già stato preso da Ivan Rakitic, il primo ad andare a segno ieri sera. La continuità è la più grande qualità della squadra più forte del mondo.

Lo spazio è poco, ma ci sarebbe tanto altro da dire. Luis Enrique ed Allegri sono stati due allenatori molto intelligenti, in grado di sfruttare alla perfezione il materiale a disposizione, migliorando i risultati dei loro predecessori sulle rispettive panchine. Messi, Neymar e Cristiano Ronaldo hanno segnato 10 gol a testa in questa edizione, e si contenderanno l’assegnazione del prossimo Pallone d’Oro, che verrà certamente influenzata dall’esito della Coppa America, al via giovedì 11 giugno.

Ma è doveroso soprattutto riconoscere gli indiscussi e grandissimi meriti della Juventus, che ha ricordato all’Italia cosa significhi ben figurare in un torneo così importante.

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