Dicono di me: “Uno scaffale di libri”

Ecco una nuova recensione di Chelsea & James. È stata pubblicata da Siham, che gestisce il blog letterario Uno scaffale di libri.


Uno scaffale di libri

Quando avevo quindici anni, merito anche della letteratura, mi misi a fare riflessioni senza risposta, a farmi domande quasi impossibili. Ad esempio: se Dio è perfetto e senza nessuna mancanza, perché ha creato l’uomo? E ci viene detto che lo ha fatto perché aveva il bisogno di dare quel troppo amore che aveva.
Oppure… Cos’è la giustizia? E se una cosa è vietata, pur conoscendo le conseguenze qui sulla terra e quelle dell’aldilà, perché l’uomo non è intimorito? Quest’ultima riflessione ribussa alla mia mente, ancora grazie alla letteratura, grazie a Giuseppe Cozzo e al meraviglioso Chelsea & James.

James è un giovane ragazzo in fuga dal suo passato, dal suo presente e in cerca di un futuro migliore di questi due. E come tutti gli esseri umani, si guarda al futuro aggrappati ad una speranza ignota. Ma sappiamo che c’è, la sentiamo, la respiriamo, ci crediamo, la rendiamo vera… Viva.
James quindi ci si aggrappa e inizia un viaggio alla ricerca della linfa di questa speranza, senza aspettarsi nulla, solo un “andare” incontro a questa. La trova in un paesino sperduto, silenzioso, dagli abitanti quasi inosservabili. E passo inosservata anche lei, Chelsea, in quel bar, fino a quando non gli viene in soccorso. Perché sono le vere persone che desiderano aiuto, qualsiasi tipo di aiuto, a concederlo senza riflessioni a chi ne ha bisogno. Si soccorre per essere soccorsi, un giorno.

E inconsciamente Chelsea e James trovano quello che cercavano, trovano quella speranza di un futuro migliore, la speranza di un futuro diverso, la linfa di questa speranza, che a me piace pensare sia la metà in amore, l’anima gemella, quella che tutti noi vorremmo trovare… In questa vita.
Un amore tra dei quasi ventenni, ma maturo, un amore che nasce in poche ore grazie alle tante parole e confidenze che si lasciano straripare dalla propria frustrazione.

Un amore da proteggere, in qualsiasi modo. Una speranza e un futuro che non si vogliono perdere. E non importa qual è questo mezzo per proteggerlo, per mantenerli. L’importante è non perdersi. Anche se questo significa violare uno dei dieci comandamenti, anche se questo significa strappare la vita ad un uomo, a due, a tre, giustificandosi con il proprio senso di giustizia soggettivo.

Ma è davvero soggettivo? E soprattutto… Qual è la la genesi della giustizia? La sua fonte? Le leggi umane, o quelle divine? Se pensiamo che il primo omicidio tra essere umani è stato quello tra Abele e Caino, i primi esseri umani in questa vita terrena, e che poi questo gesto sia proibito, e vietato, mi sento ancora più confusa. E allora, mi viene da dire, la giustizia legale è figlia della giustizia divina?

Giuseppe Cozzo è riuscito a farmi questo: riflettere su quesiti, forse senza risposta, grazie a poche pagine. Grazie ad un ritmo trascinante. Grazie a James e ai suoi pensieri lucidi, freddi, rendendomi partecipe di qualsiasi loro conversazione, momento, gesto, sentimento. Grazie a due ragazzi smarriti ma ritrovati.

Ho letto qualche recensione online e tra le cose “negative” e maggior criticate c’è il fatto che non è stato approfondito il background dei personaggi, la loro vita prima di incontrarsi, i motivi che li hanno portati a incontrarsi. Ma sapete che vi dico?
Che per me non è necessario. Perché non sono solo personaggi per me, hanno preso vita. Ed è come se James fosse diventato mio amico, e mi confidasse poche parole sul suo orribile passato e le sue sofferenze. Io non lo interromperei, probabilmente mi avvicinerei a lui, gli stringerei la mano e non gli farei domande, anche se ne avrei un centinaio. Semplicemente mi basta sapere che quel mio nuovo amico, James, ha avuto un grande dolore e non lo approfondirei. Non vorrei sapere altro. Mi basta sapere che ha sofferto, ma che ora è pronto ad andare avanti.

Che poi quel modo di andare avanti sia giusto o sbagliato, condiviso o meno, James e Chelsea si sono trovati e né una legge divina o legge legale frenerà il loro ultimo e, ancora una volta, discutibile gesto.


Ringrazio Siham per le parole che ha dedicato a me e alla mia opera. Sono felice che il mio romanzo l’abbia coinvolta fino a questo punto. Vi saluto con l’invito a visitare il suo blog, che merita la nostra attenzione.

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