Dicono di me: “Ambra caffè”

Ricordate la recensione di Chelsea & James pubblicata sul blog Ambra caffè? Ambra mi ha chiesto di concederle un’intervista, ed io ho accettato molto volentieri.


Ambra caffè

Prima di tutto grazie mille Giuseppe per la disponibilità e per aver accettato di partecipare a questa intervista.
Sono io che ringrazio te, Ambra. È solo un piacere.

1. La prima domanda te l’avranno già fatta in tanti, ma non posso esimermi: quando hai iniziato e cosa ti ha spinto a scrivere?
Ho cominciato da pochi anni, e solo perché avevo una storia da raccontare. Non mi sarei mai seduto al computer senza avere in mente una trama da sviluppare. La scrittura non è mai fine a sé stessa. È sempre e solo un mezzo per comunicare le proprie idee, senza che questo ne sminuisca l’elevatissima rilevanza artistica, sociale e professionale.

2. Nel tuo caso, qual è stato il “fattore scatenante” che ti ha spinto ad iniziare la stesura di Chelsea e James?
Non ce n’è stato uno solo. I temi di cui volevo parlare, affrontati durante la scrittura e da cogliere nel corso della lettura, sono molti. E tutti attuali, oltre che di vivo interesse, da parte mia.

3. Sì, infatti nel tuo libro tratti un tema forte e difficile che porta inevitabilmente a porsi la domanda “La giustizia è soggettiva?”. I tuoi personaggi hanno mostrato il loro punto di vista al riguardo. Tu invece cosa ne pensi? Come risponderesti a questa domanda?
Il rispetto delle leggi è doveroso, ma lascia sempre e comunque insoddisfazione in qualcuno. Le leggi sono intrinsecamente limitanti, e la loro presenza è necessaria. Ma ognuno ha una propria e personale visione della giustizia, e questo è fisiologico ed immutabile.

4. La gestione del carattere dei due protagonisti, simili sotto molti aspetti ma anche molto diversi, ti ha creato qualche difficoltà durante la stesura?
Assolutamente no. Sono davvero molto simili, e le differenze presenti sono sottili da cogliere. La sfida, da parte mia, era quella di riuscire a coinvolgere anche Chelsea, dato che la narrazione è sviluppata esclusivamente secondo il punto di vista di James. Penso di esserci riuscito proprio grazie al fortissimo legame esistente tra i due.
Sì, è vero, nonostante tutta la storia sia narrata da James, il punto di vista di Chelsea non rimane nascosto. Al contrario, capire il suo punto di vista attraverso gli occhi di James penso che esalti il loro legame.

5. Quanto tempo è passato da quando ti è venuta l’idea per il libro a quando è stato pubblicato?
L’idea generale risale a 4 mesi prima della stesura. Durante questo periodo, mentre ero impegnato in altri lavori, ho ricostruito esattamente la storia, come secondo la mia abitudine, annotando volta per volta molti aspetti della trama. Più nel dettaglio, ho scritto “Chelsea & James” in 6 settimane, e la pubblicazione è avvenuta un mese più tardi.

6. E durante queste sei settimane ti sei mai ritrovato ad un punto della storia dove non sapevi come continuare? Oppure esserti annotato tutti i passaggi della trama prima della stesura ha evitato il cosiddetto “blocco dello scrittore”?
Il blocco dello scrittore non esiste. Se si tratta di un momento in cui è necessaria una riflessione su come procedere, allora qualunque lavoratore, per quanto esperto, deve costantemente prestare attenzione a quello che fa, e tenere le braccia incrociate pensando a come sviluppare una trama non è diverso da decidere quale punto del muro bucare con il trapano. Il tempo necessario è variabile sulla base di innumerevoli dettagli, ma non è concepibile che una trama in cui si crede non venga sviluppata per mesi. L’ispirazione serve a tutti i lavoratori, e chi ne sente la mancanza non è un buon professionista, e forse farebbe meglio a dedicarsi ad altro. Per rispondere esattamente alla tua domanda, nelle 6 settimane in cui ho scritto “Chelsea & James”, solo in un paio di giorni ho preferito riordinare le idee, piuttosto che scrivere.

7. Pensi che il “blocco dello scrittore” venga utilizzato spesso in modo improprio? Molti aspiranti scrittori non terminano di riportare su carta le loro idee indicando appunto di avere il blocco dello scrittore. Che consiglio daresti loro?
Bisognerebbe conoscere la ragione alla base della pausa nella scrittura, ma il punto di partenza è che scrivere non è mai un dovere. Se ci si ferma per scarso interesse, si può anche lasciar perdere. Se è scarsa maturità, si può sempre migliorare con il tempo. Ma l’invocazione di questo presunto e inesistente blocco, che avviene anche da parte di scrittori professionisti, è un tentativo di giustificazione non valido e non richiesto.

8. Sei uno studente universitario; posso chiederti qual è il tuo indirizzo di studi e quanto questi hanno influenzato il tuo stile di scrittura e la tua storia?
Studio giurisprudenza, ed è facile sospettare che la scelta di affrontare il tema della soggettività della giustizia, in “Chelsea & James”, sia dovuta a questo. Ma è così solo in minima parte, anche perché le mie idee non sono condizionate da niente e nessuno. Lo stile è personale, e completamente slegato dalla mia carriera accademica.

9. Ho letto che la tua passione per la scrittura è nata anche guardando serie TV e film. Quali sono le serie tv e i film che più ti hanno ispirato e che più ami?
Ho seguito molte serie TV, tra le quali ho apprezzato particolarmente Smallville, Dr. House, Chuck, One Tree Hill e Sherlock. Ultimamente mi sto dedicando più ai film. Tra i miei preferiti ci sono Inception, The town, The Italian job, I maghi del crimine, Il discorso del Re, Titanic, Le idi di marzo, le trilogie di Ritorno al futuro, Bourne, Ocean’s e Star Wars, molti film sullo sport e quasi tutti quelli con supereroi come protagonisti. Ne sono rimaste fuori alcune decine, ma credo traspaia il mio interesse verso generi diversi.

10. Hai mai pensato a quali attori potrebbero interpretare Chelsea e James?
Sinceramente no. La storia si presta ad una trasposizione cinematografica o televisiva, ma ci sarebbe il rischio di lasciarsi coinvolgere eccessivamente dall’azione, trascurando le numerose sfumature caratteriali, psicologiche e sociali presenti nella storia. Ma ovviamente sarei felice di vedere le mie idee prendere vita. Collaborerei volentieri.

11. Parlando invece di musica, la ascolti mentre scrivi o è una distrazione?
A volte la ascolto, ma rendo meglio quando scrivo in silenzio. Adoro la musica, che ispira e motiva, ma rischia di distrarmi dalla corretta elaborazione delle idee che devo mettere su carta. E non posso permettere che succeda, tantomeno nei passaggi chiave.

12. Quale sarebbe la canzone che potrebbe fare da colonna sonora a Chelsea & James?
Questa è bella. Direi “Soldier” di Gavin DeGraw, uno dei tanti cantautori statunitensi che seguo. L’ho ascoltato con interesse nel periodo in cui ho scritto “Chelsea & James”, ed il testo di quella canzone, che consiste nella promessa di un amore eterno e di una lotta senza fine per ciò in cui si crede, rispecchia ampiamente le sensazioni dei miei protagonisti.

Questo è il video ufficiale, che parla dell’amore di un padre per un figlio, ma si dice che la canzone sia stata scritta per una donna. Solo l’autore può conoscerne il vero significato, ma il testo si adatta alla trama del mio romanzo.

13. Hai mai pensato ad un titolo differente oppure è sempre stato Chelsea & James?
Il titolo è sempre stato questo, con i nomi dei protagonisti. La trama non ruota intorno a nient’altro che a loro due, a ciò che accade loro e a ciò che loro fanno accadere. Senza di loro, non ci sarebbe stato niente da raccontare.

14. Ci sono momenti specifici della giornata in cui preferisci scrivere?
Scrivo soprattutto a tarda sera, dopo cena, quando tutto è tranquillo, anche perché è un momento della giornata che non ho mai riservato allo studio. Ma molto dipende dall’ispirazione: se hai voglia di scrivere al mattino o dopo pranzo, non farlo è doppiamente controproducente, perché sprechi delle idee e rischi di non concentrarti sugli impegni a cui ti dedichi.

15. Cosa diresti a Chelsea e James se li incontrassi in questo momento?
Dipende dal momento della loro storia che stessero vivendo. In generale, credo che direi: “Non fermatevi”.

16. Hai già annunciato che per l’autunno del 2015 è prevista la pubblicazione del tuo secondo romanzo. Puoi dirci qualcosa sulla trama e il genere che tratterai?
Come per “Chelsea & James”, il genere sarà particolare, diverso da quelli che conoscete. Il mio prossimo romanzo sarà molto diverso da “Chelsea & James”, soprattutto da alcuni punti di vista. Ma i due avranno in comune l’ambientazione americana, l’età dei protagonisti e la complessità dei personaggi. E il mio stile.

Ci racconti solo il tanto giusto per farci incuriosire. Mi piacciono i personaggi complessi quindi attendo davvero con ansia l’uscita del romanzo! Grazie mille Giuseppe per il tempo che mi hai dedicato!
Grazie a te e ai tuoi lettori per l’attenzione che avete dedicato a me. Se vorrete leggere il mio romanzo, aspetto con interesse i vostri pareri.


Tra una domanda e l’altra, avrei voluto assaggiare i muffin di Ambra e bere il tè che mi avrebbe offerto. Ma prendere posto nel suo caffè solo virtualmente è stato comunque molto piacevole, ed io la ringrazio di avermi ospitato.

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