Dicono di me: “Il barattolo di latta”

Vi riporto la recensione di Chelsea & James realizzata da Simona, che gestisce il blog letterario Il barattolo di latta.


Il barattolo di latta 2

Chelsea & James è una storia imbevuta di emozioni forti, intense e spesso contrastanti.
È la storia di due ragazzi appena ventenni che si incontrano per caso, in una tavola calda di una sonnolenta e apatica cittadina del Texas, Roverside.

Il barattolo di latta

Lei, bellissima con i suoi capelli scompigliati e l’aspetto un po’ trasandato; lui, un ragazzo riservato e riflessivo. In apparenza sembrano non avere nulla in comune, eppure un forte legame li unisce fin dal primo incontro: è il loro passato, che come una eco si riflette contro l’ostacolo del presente e torna a essere inevitabilmente avvertito. È così che i loro destini si incrociano quasi fatalmente, quando una sera a Roverside il passato di Chelsea torna a galla in un modo spietato: ora la sua vita è in pericolo ma James è pronto a sacrificarsi in nome di una quasi-sconosciuta allentando e poi sciogliendo le redini della moralità.
Basta un momento e il corso di due esistenze viene stravolto.

Con un biglietto di sola andata si può percorrere un viaggio senza ritorno, è una fuga senza vie di fuga.
Ma Chelsea e James non si sentono mai persi: il forte sentimento che l’uno nutre per l’altro basta per andare avanti, giorno dopo giorno e affrontare i pericoli che essi stessi creeranno in un turbinio di violente emozioni.

La storia si svolge nell’arco temporale di settantadue giorni. La narrazione è dapprima statica, ambientandosi in un unico luogo, Roverside; poi, quando ha luogo il “fattore scatenante”, la storia diviene dinamica in coincidenza con l’inizio del viaggio; i luoghi mutano così come mutano i diversi sentimenti dei protagonisti che l’autore, Giuseppe Cozzo, sa caratterizzare molto accuratamente.

Di James conosciamo soprattutto il profilo psicologico mentre di Chelsea conosciamo alla stessa maniera sia il profilo psicologico che quello fisico; sebbene l’autore abbia dato maggiore rilievo all’ideologia dei personaggi.
La focalizzazione è interna; è di James la voce narrante. Vengono alternati con molta naturalezza passi narrativi a tratti riflessivi, in cui l’autore ferma la narrazione per dar sfogo all’analisi interiore dei personaggi, principalmente di James.
Il narratore è quindi omodiegetico essendo uno dei personaggi della storia e ho percepito così tutto quello che James percepiva, pensava, vedeva e sentiva.

Leggendola, mi sono ritrovata immersa in una storia priva di qualsivoglia flashback o anticipazione, in cui sono venuta a conoscenza dei fatti man mano che proseguivo la lettura, e con la continua curiosità di conoscerne il divenire.
La scrittura è fluida e i periodi brevi e concisi facilitano la lettura.
È sicuramente una storia anticonvenzionale che lascia il segno, originale e che fa riflettere.

Cosa si è disposti a fare per il prossimo? E tu, saresti disposto a sacrificare la tua intera esistenza per qualcun altro?


La foto inclusa nell’articolo ritrae proprio Simona, mentre è impegnata a leggere il mio libro. La ringrazio per l’attenzione che mi ha dedicato, e vi invito a visitare il suo blog.

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