Walter Zenga ospite di Condò

“Ogni uomo, nella vita, dovrebbe provare almeno una volta a salire le scalette di San Siro nel giorno del derby. Quattro pareti di folla ti aspettano. C’è chi vuole dileggiarti e chi osannarti. Chi aspetta il tuo errore e chi vuole essere salvato da te. È un momento ruggente.”

“La mia vita è basata su una storia vera”, dice Walter Zenga, a cui spetta la paternità della citazione in apertura, riportata da Paolo Condò all’inizio della puntata di ieri di Condò Confidential. Il ragazzo di viale Ungheria — partito da questa strada alla periferia est di Milano, che porta alla campagna — è orgoglioso di questo appellativo, che testimonia il coraggio che è stato chiamato a dimostrare.

WalterZenga

La sua carriera da allenatore è cominciata un anno prima di smettere di giocare, quando ancora difendeva la porta del New England Revolution, alla fine degli anni Novanta. È l’unico allenatore ad aver guidato le tre più importanti squadre di Bucarest: National, Steaua e Dinamo. In mezzo, una stagione alla Stella Rossa e sei mesi al Gaziantepspor.

Mentre si trovava in Turchia, dopo aver firmato un contratto di 3 anni, la sua squadra subì 5 sconfitte consecutive, e lui presentò le dimissioni, immediatamente respinte dal presidente, che credeva nel suo lavoro. Malgrado quell’attestato di stima, appena dieci giorni più tardi, durante la pausa invernale, Zenga accettò di diventare l’allenatore dell’Al-Ain, la squadra più titolata degli Emirati Arabi, dove sarebbe rimasto solo per sei mesi. Quella scelta è da lui stesso definita uno sbaglio madornale, dettato da motivazioni economiche. Ma la crescita passa anche dalla commissione e dall’ammissione degli errori.

Particolarmente grave è stato quello commesso nella semifinale del mondiale casalingo del ’90, ma Zenga — fino a quel momento imbattuto nella manifestazione — fa giustamente notare che la partita è terminata solo dopo i calci di rigore, e non al 70° minuto.

Avendo difeso i pali nerazzurri per dodici stagioni vissute da protagonista, vincendo per tre anni consecutivi il premio di miglior portiere dell’anno dall’IFFHS, il sogno di Zenga, tutt’altro che nascosto, è quello di allenare l’Inter. Ci è andato molto vicino durante lo scorso novembre. Quella possibilità non si è concretizzata, ma non c’è dubbio che un giorno, presto o tardi, avrà l’occasione di tornare a vivere quel momento ruggente, salendo le scalette di San Siro, atteso da quattro pareti di folla.

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