Dicono di me: “If you have…”

Il titolo non è completamente esatto, perché sono stato io a parlare di me stesso. Vi riporto l’intervista che ho rilasciato ad Antonella, che gestisce il blog “If you have a garden and a library… you have everything you need“. Credo sarete d’accordo con me nel ritenere le domande particolarmente interessanti.


If you have a garden 2

1. Sei giovanissimo. Hai solo 23 anni, ma hai già pubblicato il tuo romanzo d’esordio “Chelsea & James” e presto ne pubblicherai un altro. È sempre stato il tuo sogno fare lo scrittore?
Al contrario. Da adolescente, chi giudicava i miei scritti mi etichettava come troppo sintetico e privo di fantasia. Non avrei mai pensato che qualche anno dopo, mentre frequentavo le superiori, avrei avvertito il desiderio crescente di mettere su carta le mie idee. Ne ho avuto la possibilità solo dopo essermi iscritto all’università. Ed ho intenzione di continuare.

2. Essendo giovane sei molto “social”. Gestisci una pagina Facebook, un profilo Twitter e un blog. Questa “socialità” ti aiuta a raggiungere un pubblico maggiore? E, soprattutto, qual è stata la risposta del pubblico al tuo primo romanzo?
Internet mi è utile non solo per farmi conoscere, ma anche per restare in contatto con i miei lettori. Credo che il rapporto tra lettore ed autore debba essere coltivato costantemente, e non restare circoscritto alle sole pubblicazioni, che avvengono a distanza di molto tempo. Quanto al riscontro, ho pubblicato solo da poche settimane, e quindi il campione, anche se autorevole, è ridotto. Ma finora ho ricevuto solo pareri gratificanti.

3. Per pubblicare il tuo libro hai optato per il self-publishing. Scelta obbligata o decisione ponderata?
Ho rinunciato da subito e senza esitazione all’eventualità di pubblicare con un editore a pagamento. All’auto-pubblicazione avrei preferito il sostegno di un editore, specie se con rilevanti possibilità di diffusione. Ma le case editrici sono attualmente sommerse da richieste che non riescono a smaltire. Il rischio che corrono è quello di lasciarsi sfuggire l’occasione di editare qualche buon romanzo, categoria nella quale spero e credo rientri il mio.

4. Infine, perché un Lettore dovrebbe leggere il tuo romanzo? Cosa lo rende speciale e appetibile?
La scrittura è una forma d’arte, e, in quanto tale, include molti aspetti di soggettività, a cominciare dalla trama e dallo stile, sui quali spesso si è erroneamente abituati a ragionare per assoluti. La qualità formale, invece, è un elemento che tende all’oggettività, e mi sento di dire che il mio sia un romanzo ben scritto. E non ci sono riempitivi inutili: ogni parola è scelta con cura e funzionale alla trasmissione di emozioni attraverso la narrazione.


Ringrazio Antonella per avermi coinvolto, mi ha fatto molto piacere. Vi riporto il link al suo blog, nel caso vogliate visitarlo. Io ve lo consiglio.

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