Oscar 2015: trionfa Birdman

La notte che si è appena conclusa non può essere confusa con le altre. Non c’è stato spazio per il sonno, mentre, al di là dell’oceano, venivano assegnati i più prestigiosi premi in ambito cinematografico, a livello mondiale.

L’edizione numero 87 della cerimonia degli Oscar si è svolta al Dolby Theatre di Los Angeles, California. I film che hanno ricevuto più nomination sono stati Birdman e Grand Budapest Hotel, con nove candidature e quattro statuette a testa. La trasmissione italiana è andata in onda su Sky Cinema Oscar e, per la prima volta in chiaro, anche su Cielo. È stata presentata dal giornalista e critico cinematografico Francesco Castelnuovo di Sky.

Per Birdman, il messicano Alejandro González Iñárritu ha portato a casa non solo il premio al miglior regista, ma anche quello al miglior film e alla migliore sceneggiatura originale. Si tratta del quinto vincitore non americano consecutivo, dopo il britannico Tom Hooper (Il discorso del re, 2011), il francese Michel Hazanavicius (The Artist, 2012), il taiwanese Ang Lee (Vita di Pi, 2013) ed il messicano Alfonso Cuarón (Gravity, 2014).

Grazie alla propria interpretazione del cosmologo Stephen Hawking in La teoria del tutto, Eddie Redmayne ha vinto il meritatissimo premio al miglior attore protagonista, avendo la meglio su una concorrenza composta da Steve Carell (Foxcatcher), Bradley Cooper (American sniper), Benedict Cumberbatch (The imitation game) e Michael Keaton (Birdman). Il premio femminile corrispondente è andato a Julianne Moore per il suo ruolo in Still Alice. Le statuette assegnate ai migliori attori non protagonisti sono andate a J.K. Simmons (Whiplash) e Patricia Arquette (Boyhood).

American sniper, il controverso film biografico su Chris Kyle, membro dei Navy SEAL, ha meritato la vittoria solo nella categoria del miglior montaggio sonoro, nonostante le sei candidature.

Solo nomination in categorie tecniche per Interstellar di Christopher Nolan, che vince esclusivamente il premio per gli effetti speciali, a fronte di cinque candidature, e malgrado un enorme successo al botteghino (672 milioni di dollari di incassi).

Delusione anche per The imitation game, il film biografico sul matematico e crittoanalista Alan Turing, che ha vinto un premio su otto, anche se prestigioso: quello per la migliore sceneggiatura non originale.

Con la fotografia per Birdman, Emmanuel Lubezki bissa il successo dell’anno precedente (Gravity). Da segnalare anche la quarta vittoria in carriera (su nove nomination) della costumista italiana Milena Canonero, premiata per Grand Budapest Hotel. Big hero 6 ha avuto la meglio nella categoria riservata al miglior film d’animazione, al contrario di quanto era accaduto ai Golden Globe, quando a trionfare era stato Dragon trainer 2.

Infine, solo un Oscar su sei per Boyhood, il film di Richard Linklater che è stato girato in 12 anni (tra il 2002 e il 2013), e che aveva vinto tre Golden Globe, tra cui quelli nelle categorie più prestigiose (film drammatico e regia).

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